Il Papa: "Le divisoni interne deturpano la chiesa"

Accolto dall'ovazione dei fedeli, Papa Benedetto XVI ha fatto ingresso in Sala Nervi per la prima udienza generale celebrata dopo l'annuncio di voler rinunciare al pontificato. Circa 8.000 le persone presenti, che hanno salutato il papa con applausi e sventolando fazzoletti bianchi e gialli. ''Le tentazioni di Gesù e la conversione per il Regno dei cieli'' è stato il tema scelto da  Benedetto XVI per la catechesi dell'udienza generale di oggi. Leggi L’enciclica sulla fede resta nel cassetto (come pure lo spinoso dossier) di Paolo Rodari
10 AGO 20
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Accolto dall'ovazione dei fedeli, Papa Benedetto XVI ha fatto ingresso in Sala Nervi per la prima udienza generale celebrata dopo l'annuncio di voler rinunciare al pontificato. Circa 8000 le persone presenti, che hanno salutato il papa con applausi e sventolando fazzoletti bianchi e gialli. ''Le tentazioni di Gesù e la conversione per il Regno dei cieli'' è stato il tema scelto da Benedetto XVI per la catechesi dell'udienza generale di oggi. Nel dare il via all'udienza, il Papa ha fatto subito un riferimento alle sua decisione di dimettersi e ha spiegato di aver agito per il bene della Chiesa: "Cari fratelli e sorelle, come sapete ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005. Ho fatto questa scelta in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede". "Ho sentito quasi fisicamente – ha proseguito il Pontefice – in questi giorni per me non facili, la forza della vostra preghiera. Continuate a pregare per me, per la Chiesa e per il futuro Papa. Il Signore ci guiderà". Poi ha aggiunto: "Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il quale non le farà mancare la sua guida e la sua cura. Ringrazio tutti per l'amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato. Continuate a pregare per me, per il futuro Papa e per la Chiesa".
Il Pontefice aveva preparato un breve testo, dal quale si sarebbe però distaccato inserendo il riferimento al nuovo Papa che sarà eletto.
Poi, tornando sui temi della Chiesa, Benedetto XVI ha affermato: "Le prove a cui la società attuale sottopone il cristiano sono tante, e toccano la vita personale e sociale. Non è facile – ha elencato – essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore. Non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l'aborto in caso di gravidanza indesiderata, l'eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie". E ha aggiunto: "Riflettere sulle tentazioni a cui è sottoposto Gesù nel deserto è un invito per ciascuno di noi a rispondere ad una domanda fondamentale: che cosa conta davvero nella nostra vita?".
Papa Ratzinger è anche intervenuto sul valore della cristianità rapportata ai tempi moderni: "Oggi non si può più essere cristiani come semplice conseguenza del fatto di vivere in una società che ha radici cristiane. Anche chi nasce da una famiglia cristiana ed è educato religiosamente deve ogni giorno – ha spiegato – rinnovare la scelta di essere cristiano, cioè dare a Dio il primo posto, di fronte alle tentazioni che una cultura secolarizzata gli propone di continuo, di fronte al giudizio critico di molti contemporanei". Secondo il Pontefice dimissionario, "la tentazione di metter da parte la propria fede è sempre presente e la conversione diventa una risposta a Dio che deve essere confermata più volte nella vita".
"L'alternativa tra la chiusura nel nostro egoismo e l'apertura all'amore di Dio e degli altri, potremmo dire che corrisponde all'alternativa delle tentazioni di Gesù: alternativa, cioè, tra potere umano e amore della Croce". Benedetto XVI ha continuato a commentare così l'episodio delle tentazioni subite da Gesù nel deserto, parlando agli ottomila fedeli presenti alla sua penultima Udienza Generale. "Convertirsi – ha poi spiegato il Pontefice – significa non chiudersi nella ricerca del proprio successo, del proprio prestigio, della propria posizione".
Benedetto XVI ha parlato ancora, nel pomeriggio, durante l'omelia della messa del mercoledì delle Ceneri. “Un particolare ricordo nella preghiera” e “l’intercessione dell’apostolo Pietro “per il cammino della Chiesa in questo particolare momento”.
"Anche ai nostri giorni – ha detto il Papa dimissionario -, molti sono pronti a stracciarsi le vesti di fronte a scandali e ingiustizie, naturalmente commessi da altri, ma pochi sembrano disponibili ad agire sul proprio cuore, sulla propria coscienza e sulle proprie intenzioni, lasciando che il Signore trasformi, rinnovi e converta".

Secondo Benedetto XVI il volto stesso della Chiesa viene deturpato a volte dalle “divisioni nel corpo ecclesiale e dalla mancanza di unità”. In particolare – ha aggiunto Joseph Ratzinger – “penso alle colpe contro l'unità della Chiesa, alle divisioni nel corpo ecclesiale. Vivere la quaresima in una più intensa ed evidente comunione ecclesiale, superando individualismi e rivalità, è un segno umile e prezioso per coloro che sono lontani dalla fede o indifferenti”.

Poi, proseguendo nel suo intervento, Bendetto XVI ha ricordato “Gesù che ha denunciato l'ipocrisia religiosa e coloro che cercano l'applauso e l'approvazione del pubblico invece della semplicità del Signore”. ”Il vero discepolo - ha concluso Ratzinger - non serve se stesso o il 'pubblico', ma il suo Signore, nella semplicità e nella generosità”.'